Brevi di critica: The Girl with the Needle

di Martina Cossia Castiglioni

Passato quasi inosservato alla serata degli Oscar, dove era candidato come miglior film internazionale (ma ha vinto numerosi premi al Polish Film Awards 2025), The Girl with the Needle di Magnus Von Horn sonda la miseria e gli abissi dell’animo umano. Siamo a Copenaghen, nel dopoguerra (quella del ‘15/’18). L’operaia Karoline, incinta del proprietario della fabbrica nella quale lavora, incontra Dagmar, che in cambio di denaro dà in adozione a famiglie abbienti i bambini che le madri naturali non possono tenere. Tra le due donne nasce un rapporto di solidarietà. La realtà però è ben diversa da come appare.

Il regista ci mostra un mondo crudele, ma attraverso un impeccabile rigore formale: un raffinato bianco e nero, inquadrature che sembrano dipinti, con una grande attenzione alla prospettiva e alla simmetria. Non mancano citazioni alla storia della Settima Arte. La scena dell’uscita delle operaie dalla fabbrica è un chiaro omaggio ai Fratelli Lumière e al loro corto La sortie des ouvriers de l’usine (1895), considerato come il primo film della storia del cinema. Alcuni passaggi riportano alla mente pellicole come Freaks di Todd Browning (1932), ma anche le atmosfere lynchiane di Elephant man: il marito di Karoline, che dapprincipio la donna aveva creduto morto, è tornato dalla guerra con il volto gravemente deturpato, e viene esibito in un circo come un mostro. The Girl with the Needle è disponibile alla visione su MUBI.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 28 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.

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